La strada del Verdiso

Informazioni Generali

Punto di partenza e arrivo: Combai, parcheggio alla “curva del Cristo” – Coordinate punto di partenza e arrivo:    45°55’49.19”N 12° 4’17.25”E   Tempo di percorrenza: 3 h – Aumento di quota: 324 m – Distanza: 8,00 km – Grado di difficoltà: basso

Tracciato GPS Strada del Verdiso

Galleria fotografica strada del Verdiso

Strada del Verdiso

L’itinerario sulla strada del Verdiso

Sappiamo che il paesaggio collinare della pedemontana trevigiana si caratterizza per le sue grandi estensioni di vigneti. Il vitigno base per la produzione del Prosecco è il glera, a cui concorre una piccola percentuale di altre storiche tipologie di uva, tra le quali il Verdiso. Una delle zone più vocate per la coltivazione di questo vitigno è Combai, che gli ha dedicato addirittura un sentiero escursionistico qui raccontato.

La partenza da Combai

Facendo riferimento al piazzale di sosta della “curva del Cristo” all’ingresso orientale del paese, tramite il passaggio pedonale ci dirigiamo verso il centro e imbocchiamo via Vecchia per Miane che coincide con l’inizio del nostro itinerario identificato dal segnavia n. 1025. Scendiamo lungo questa antica strada ai margini della Val Fontana e camminiamo tra grandi castagni in direzione di Borgo Vergoman, frazione di Miane. Dopo circa 1 km raggiungiamo le prime case oltre il greto del Fosso della Fratta. I segni biancorossi disposti sui pali e sui muretti ci aiuteranno a seguire la giusta direzione facendoci compiere tre svolte consecutive a zigzag attraverso piacevoli strade di campagna.

Via Calchera e la fontana del Pissòt

All’uscita dell’abitato, scendiamo verso il fondovalle su via Calchèra e incontriamo un bivio dove ci teniamo a destra, quindi saliamo lungo una stradina rettilinea che si introduce nel bosco. Lì vicino notiamo una vecchia fontanella in pietra: è la fontana Pissòt, che in passato doveva essere assai più attiva di oggi vista la dimensione della struttura per la raccolta dell’acqua. Insieme alla fontana Fràssen, alimenta la storica fontana de Sant’Antoni in centro a Borgo Vergoman. Effettuati alcuni tornanti, ci inseriamo tra i vigneti in località Calchèra salendo rapidamente di quota, mentre osserviamo alle nostre spalle un bel panorama sulla valle dove si susseguono gli abitati di Miane, Follina, Valmareno e Cison.

Val da Ross

Seguendo alcune indicazioni, facciamo attenzione a non perdere di vista il sentiero attraverso la fitta rete di stradine poste tra i filari e casolari di campagna quindi, passando in località Val da Ross, giungiamo all’intersezione con via Ronch. Qui svoltiamo a sinistra e dopo 200 m arriviamo al bivio di pian de Combai dove ci teniamo ancora una volta a sinistra. Ci troviamo alla base del Duèl, il rilievo che delimita la vallata a sud e che intendiamo scavalcare. In questo punto notiamo alcuni cartelli di indicazione turistica che spiegano con testi e immagini le origini geomorfologiche delle colline circostanti.

Casera Gabrèl

Proseguiamo in leggera salita su una strada cementata, poi sterrata, che taglia il pendio in diagonale e dopo circa 300 m arriviamo in cima al crinale nei pressi di Casera Gabrèl a quota 400 m. Ci fermiamo a contemplare un magnifico scorcio verso le colline poste a meridione e verso l’area di Campea spostata più ad ovest. Da questo momento effettueremo una galoppata di circa 1 km sul filo di cresta del Duèl, camminando su un sentiero che non presenta particolari difficoltà tecniche.

Casera Pieri e le Tenade

Incontriamo sulla destra un altro edificio, Casera Pieri, riconoscibile dal suo vecchio forno ed una meridiana. Osservando le rocce che affiorano dal terreno, non è raro identificare qualche piccolo fossile di conchiglia. Davanti a noi ammiriamo in lontananza le Tenade, una collina molto simile al Duèl dato che ne rappresenta la naturale prosecuzione avendo medesime caratteristiche geomorfologiche. Superiamo un altro casolare e dopo alcuni passaggi in discesa tra le roccette, incontriamo una strada forestale.

San Micèl

Qui svoltiamo a destra seguendo il segnavia n. 1025 dipinto sulla parete di una piccola casera in pietra e invertiamo la direzione. Abbiamo iniziato la fase di discesa verso le Serre e, come visto per la salita, il sentiero anche qui si sviluppa in diagonale lungo il ripidissimo costone meridionale. Alcuni passaggi un po’ esposti sulla scarpata ci impongono di prestare attenzione. Dopo circa 700 m arriviamo alla base del colle dove ci inseriamo su via Cava risalendo il fondovalle in direzione ovest. Da notare che scendendo per un centinaio di metri a sinistra lungo questa strada, si incontra l’antica chiesetta campestre di S. Micél (S. Michele) che si trova immersa tra i vigneti all’altezza di una curva.

Camminiamo per circa 800 m in moderata pendenza affiancando i caratteristici cason, quindi giungiamo ad un tornante posto in località Pajera. Più avanti incontriamo un bivio dove ci teniamo a destra inserendoci su via Casale Vacca, una stretta stradina delimitata da una ringhiera metallica.

La grande Croce

Al termine della salita vi è una grande croce in legno situata sul margine di un tornante in località Pedéna. Aggirato il Duel, iniziamo la discesa in direzione del pian de Combai e dopo 400 m svoltiamo a sinistra introducendoci nel bosco tramite una strada di campagna che ci porterà a scavalcare un valloncello. Ci troviamo in località Acque Salse, così chiamata per la ricchezza di sali minerali delle acque che vi sgorgano.

I pendii delle Coste

Risaliti dalla parte opposta, percorriamo un tratto abbastanza tortuoso tra i vigneti in località Baiosa, badando a non perdere di vista i segnavia che a volte non sono così evidenti. Dirigendoci a ovest, attraversiamo in diagonale i pendii delle Coste e dopo 500 m svoltiamo a destra all’altezza di alcune panchine in legno.

Il Capitello di S. Antonio e il rientro a Combai

Scendiamo dall’altro lato del colle in direzione di Combai, camminando lungo via Miramonti che ci condurrà all’ottocentesco capitello di S. Antonio da Padova. Ci innestiamo su via Capovilla e dopo aver attraversato il vecchio Borgo Pedepiai, arriviamo all’altezza della parrocchiale. Da qui ritorniamo al parcheggio di partenza dove si conclude il nostro itinerario.

 

Approfondimenti

Le sette croci di Combai.
La croce che si incontra al tornante di via Casale Vacca in località Pedéna, fa parte di una singolare e per certi aspetti misteriosa distribuzione geografica di sette croci che coprono l’intera area abitata di Combai. Identificano come fulcro centrale l’oratorio della Madonna Addolorata sul col Ronch e si dipartono a raggera in varie località limitrofe, tutte in perfetto allineamento ottico. Le distanze delle croci dal colle sono sempre in proporzione al numero sette, così come sette sono stati gli anni di installazione dal 1862 al 1868. Esse sono: a Ronch, la sepoltura di Cristo del 1862; a Costa, la profezia di Simone del 1863; a Pedéna, l’agonia di Cristo del 1864; a Prade, Cristo squarciato dalla lancia del 1865; a Colnóf, Cristo costretto a portare la croce del 1866; a Moncader, la morte di Cristo del 1867; a Budi, la fuga in Egitto del 1868.

S. Micél de le Serre
Non è facile individuare questa antichissima chiesetta nascosta tra i vigneti delle Serre. La sua storia si rifà ad un evento accaduto nel XIII secolo, quando il monaco Isachino dell’abbazia di Follina fuggì a causa di aperti contrasti con l’abate Lanfranco. Questi ordinò il reintegro del fuggiasco il quale obbedì e per punizione fu mandato a “riflettere” in centro alla valle tra Combai e Campea dove già c’era un piccolo oratorio diroccato. Nacque così un eremo, composto da una stalla e un bagno dove i viandanti potevano lavarsi, mentre la chiesetta, ritornata al suo splendore, venne intitolata a S. Michele Arcangelo. In seguito si unirono altri monaci e si creò una piccola comunità dove molti accorrevano dai borghi limitrofi ad imparare le prime tecniche della coltivazione della vite e l’arte dell’erboristeria. L’eremo ebbe il suo massimo splendore tra il 1350 e il 1600, mantenendo pur sempre un carattere di estrema umiltà ed oggi quel che rimane è la chiesetta all’interno della quale vi sono alcune semplici opere artistiche, tra cui spiccano gli affreschi del maestro Zanzotto.

Gli itinerari, le foto e i box di approfondimento culturale sono tratti dai libri di Giovanni Carraro “Riscoprire le Prealpi Trevigiane” e “I sentieri nascosti delle Prealpi Trevigiane”, Ediciclo Editore. (È vietata la riproduzione totale o parziale, effettuata con qualsiasi mezzo, compresa la fotocopia) – credits: www.giovannicarraro.it

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